Da Bomarzo alle cascate di Chia, un sentiero nel bosco adatto ai bambini

Partendo da Roma e rimanendo nel Lazio vi suggerisco una bellissima idea per una gita fuori porta nella Tuscia Viterbese in un’area poco frequentata.

Molti associano Bomarzo solamente al bellissimo Parco dei Mostri ma i suoi boschi nascondono molte altre meraviglie.

A Giugno del 2020, dopo mesi di lockdown a causa del Covid 19, desiderosi di passare del tempo in mezzo alla natura, abbiamo deciso di provare il sentiero che da Bomarzo porta alle cascate di Chia.

Dove parcheggiare per intraprendere il sentiero che da Bomarzo porta alle cascate di Chia.

Il parcheggio e l’inizio del percorso si trovano accanto ad un centro sportivo abbandonato, sono indicati da un puntino rosso nella foto sottostante.

Sul posto non troverete nessuna segnaletica, solamente una scritta su un muro che indica la direzione da seguire (che potete vedere nella foto in alto a destra).

Molto titubanti ci siamo comunque avventurati con tre bambini a seguito di 5, 7 e 9 anni. Nei nostri zaini, pranzo al sacco, acqua, un cannocchiale e diverse lenti di ingrandimento.

Descrizione del sentiero che da Bomarzo porta a Chia

Il sentiero, alla sinistra del campo sportivo, scende per circa 200 metri. Quando l’abbiamo percorso era estate ma nelle stagioni fredde direi che potrebbe risultare fangoso quindi attrezzatevi con delle scarpe adatte. Dopo questo primo tratto si arriva ad una radura e vicino ad un tavolo di legno si trova un cartello con le indicazioni per la torre di Chia.

Dovrete seguire il sentiero sulla destra (dando le spalle al sentiero appena percorso). Poco più in là vi troverete ad ammirare un bellissimo panorama ma rimanete sul sentiero perché c’è uno strapiombo.

Oltre al bellissimo paesaggio i bambini hanno avuto modo di studiare farfalle, ginestre, fragoline selvatiche e tracce lasciate dagli animali selvatici.

Cascate di Chia- Foto Giulia Tiddens

Dopo poco tempo comincerete nuovamente la discesa e vi troverete immersi in un bosco, a tratti fatato, circondati da felci, alberi caduti, massi giganteschi, muschio, funghi, rane e accompagnati dal rumore fragoroso dell’acqua.

Quasi alla fine del percorso abbiamo trovato dei mulini completamente abbandonati all’interno dei quali sono accatastate gigantesche mole. Infine ci siamo goduti lo spettacolo delle cascate.

Non lontano da qui Pasolini restaurò una torre e ci costruì una casetta. Fu proprio in questi luoghi che girò alcune scene di “Il Vangelo secondo Matteo“.

La parte con le cascate potrebbe essere più affollata perché c’è un parcheggio non lontano da lì. Fate riposare i bambini prima di cominciare la risalita.

Se vi interessano le cascate vi consiglio di visitare quelle di Monte Gelato.

Giulia Tiddens

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